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I DIFETTI VISIVI

10 Giugno 2016

I DIFETTI VISIVI

Cerchiamo innanzitutto di capire come si realizza il meccanismo della visione. La luce, dopo aver attraversato cornea, pupilla, cristallino e corpo vitreo, va a fuoco sulla retina, dove stimola alcune cellule chiamate fotorecettori, che a loro volta trasmettono lo stimolo ad altre cellule, il cui prolungamento forma il nervo ottico. Lo stimolo luminoso è così trasformato in stimolo visivo da inviare al cervello. Lo stimolo visivo percorre le fibre del nervo ottico ed arriva alla corteccia del cervello dove viene decifrato, formando le immagini. Perché la visione avvenga in maniera corretta è necessario che tutte le varie strutture dell'occhio siano trasparenti e funzionino correttamente. L'occhio è un sistema ottico in cui le lenti più importanti sono la cornea e il cristallino. Queste due strutture corrispondono a lenti con potere refrattivo fisso nel caso della cornea e con potere refrattivo variabile (entro certi limiti ed in base all'età) nel caso del cristallino, grazie al meccanismo dell'accomodazione. Nell'occhio normale, le immagini provenienti da lontano vanno a fuoco sulla retina; ciò da luogo ad una visione distinta ed ottimale. Si parla in questo caso di occhio emmetrope.

In presenza di un difetto di refrazione la messa a fuoco delle immagini sulla retina è imperfetta e ci troviamo di fronte ad un vizio di refrazione: il nostro diottro oculare non riesce a far convergere i raggi luminosi esattamente sul piano retinico e la visione è quindi sfuocata. In questo caso si parla di ametropia. In presenza di un vizio refrattivo, quindi di un'ametropia, possono verificarsi le seguenti condizioni:
• II fuoco delle immagini cade anteriormente alla retina → MIOPIA
• II fuoco delle immagini cade posteriormente alla retina → IPERMETROPIA
• II fuoco delle immagini si realizza su due piani diversi → ASTIGMATISMO

I vizi di refrazione sono quindi costituiti da: miopia, ipermetropia e astigmatismo. Quando il medico oculista ci chiede di leggere le lettere di un tabellone luminoso (ottotipo) misura la nostra acuità visiva. Se ad occhio nudo, cioè senza l'ausilio di lenti correttive, riusciamo a vedere l'ultima riga del tabellone, quella composta dai caratteri più piccoli, significa che la nostra acuità visiva è pari a dieci decimi. Se, al contrario, per poter riconoscere i caratteri dell'ottotipo abbiamo bisogno di una lente correttiva, significa che siamo di fronte ad un vizio refrattivo. Avremo bisogno, allora, di una lente di un determinato potere (tanto maggiore quanto più grave è il nostro vizio refrattivo) espresso in diottrie. La diottria esprime quindi la potenza e la capacità della lente di fare divergere (lente negativa) o convergere (lente positiva) i raggi di luce prima di penetrare nel nostro occhio.
Spesso le diottrie e i decimi vengono confusi, ma non sono affatto la stessa cosa. La diottria, infatti, esprime la potenza della lente da anteporre all'occhio che non vede bene per ottenere il miglior visus possibile. La lente per la correzione sarà positiva nel caso ci troviamo di fronte ad un ipermetropia, negativa in caso di miopia. I decimi sono invece l'unità di misura che esprime l'acuità visiva ( il cosiddetto "visus").

• MIOPIA
Si parla di miopia quando la vista da lontano è ridotta. Il miope vede bene a distanza ravvicinata mentre le immagini lontane gli appaiono sfocate. La ragione di questo è da collegare ad un maggiore potere nel far convergere i raggi luminosi da parte di cornea e/o cristallino o più frequentemente a una maggiore lunghezza del bulbo oculare. Per una di queste due ragioni i raggi luminosi vanno a fuoco non sulla retina ma in un punto anteriore (davanti a essa), realizzando così una visione sfocata degli oggetti. L'incidenza della miopia è altissima; colpisce circa il 20% della popolazione mondiale. In Italia i miopi sono circa 10 milioni. Sulle cause che provocano la miopia sono state avanzate molte teorie che chiamano in causa fattori ereditari, ambientali e fisici. La predisposizione familiare ha un ruolo importante nei casi di miopia più seria (quella degenerativa), mentre altri fattori (scarsa illuminazione, eccessiva applicazione per vicino, una scorretta alimentazione, o ancora l'essere nati prematuri, la presenza di malattie endocrine e generali) potrebbero avere un ruolo favorente la comparsa della miopia semplice.
• IPERMETROPIA
L'ipermetropia è un difetto di refrazione molto diffuso, troppo spesso sottovalutato. L'ipermetrope vede male gli oggetti distanti e soprattutto quelli vicini. L'ipermetropia può derivare da una particolare conformazione dell'occhio che è più corto del normale (minore lunghezza del bulbo oculare), oppure da un minor potere refrattivo della cornea (troppo piatta) o del cristallino. Nell'ipermetropia la focalizzazione delle immagini avviene in un punto posteriore alla retina (dietro ad essa), si realizza quindi una situazione esattamente opposta a quella della miopia. Questa condizione refrattiva provoca una visione offuscata e obbliga la persona a un continuo sforzo di messa a fuoco delle immagini. Nell'ipermetropia lieve, finché si è giovani, l'occhio riesce a compensare il proprio difetto con il meccanismo naturale dell'accomodazione, ma verso i 40 anni questa agilità accomodativa del nostro occhio comincia a diminuire e allora si rendono necessari gli occhiali per distinguere meglio sia gli oggetti vicini che quelli in lontananza. I principali sintomi dell'ipermetropia sono la difficoltà a concentrarsi nella lettura, un senso di affaticamento della vista nei lavori a distanza ravvicinata, tensione e mal di testa. Possono anche comparire sensazioni di dolore e bruciore agli occhi, la tendenza ad allontanare il testo mentre si legge, irritabilità e nervosismo dopo una prolungata concentrazione visiva, talvolta un senso di nausea.

• ASTIGMATISMO
L'astigmatismo è un difetto di refrazione in cui i raggi di luce non vengono messi a fuoco tutti nello stesso punto della retina, cioè l'occhio astigmatico non ha lo stesso potere refrattivo su tutti i meridiani della cornea. La cornea normale può essere paragonata ad una semisfera con un potere diottrico e una capacità di focalizzare i raggi luminosi identica in tutti i suoi punti, così da poter realizzare sul piano retinico una messa a fuoco completa. La stessa cosa non si verifica in caso di astigmatismo, in questo caso la cornea non è più paragonabile ad una semisfera ma alla metà di un pallone da rugby, quindi con curvatura e potere diottrico diverso nei due meridiani principali. Questo si traduce nell'impossibilità di focalizzare tutta l'immagine sullo stesso piano, ma su piani diversi, con conseguente scarsa visione sia da lontano sia da vicino. L'astigmatismo è fortemente invalidante, si calcola che in Italia sia colpito circa il 20% della popolazione. Il sintomo principale di questo vizio di refrazione è la visione distorta delle immagini. Altri disturbi possono essere, oltre a una diminuzione della vista, mal di testa (specie nella zona della fronte), l'arrossamento degli occhi e anche una leggera difficoltà a tollerare la luce. L'astigmatismo spesso è associato alla miopia o all'ipermetropia, in questi casi è necessario utilizzare lenti che correggano entrambi i difetti.